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Nome: Lele
siciliana trapiantata a roma. studentessa di filosofia, laureata in comunicazione, masterizzata in comunicazione enogastronomica. ex-precaria al Gambero Rosso, allegramente disoccupata, saltuariamente fotografa, baby-sitter, insegnante di italiano per stranieri.
molto innamorata e molto felice.
a.c. orchestra teatralica
amiche:annare'
amiche:ben
amiche:claudia
amiche:elisia
amiche:iaia
amiche:poldina
amici:donAle
amici:max380
food&wine:adina
food&wine:allanbay
food&wine:ciliegina
food&wine:conservareinfrigo
food&wine:il cavoletto
food&wine:papero giallo
gambero rosso:cosa succede in citta'
gambero rosso:in punta di forchetta
theatre&co.:lafinestrelladibj
varie&eventuali:beppegrillo
varie&eventuali:garbaland
varie&eventuali:ibarbari
varie&eventuali:kaplan
varie&eventuali:mappi
varie&eventuali:quasi insegnanti
visitato *loading* volte
stupore e tremori
succedono delle cose, a volte che sono bellissime e terribili insieme.
kant le definiva sublimi, ma c'aveva in mente soprattutto cose come il maestoso manifestarsi della natura o la grandezza razionale e morale dell'uomo (erano altri tempi).
ma io penso a piccole cose e parole, che si danno appuntamento e a distanza di tempo, si ritrovano.
Traducendo leggo irony invece che iron, e viene fuori che nell’elencare gli eventi che hanno prodotto quella caduta dell’umanità che è la civilizzazione secondo Rousseau, dopo la sessualità l’autore nomina la scoperta dell’ironia. Sarebbe stata una storia molto più interessante, secondo me.
Mia madre è orgogliosa del fatto che non mi lascio fregare, secondo lei. In un treno affollatissimo sono salita per prima e ho trovato posto. Stasera c’è il gruppo, l’avevo quasi dimenticato.
Un uomo non può liberare una donna.
carla lonzi. taci, anzi parla
non è solo una festa di libertÃ
è una festa di liberazione
non è una contrapposizione
è antifascismo
venticinqueaprile
la realtà si è spostata in un posto dove tu non ci sei.
Ed è un po' meno.
Un po' meno e un po' più
povera sono io
senza i tuoi sguardi
sul mondo.
dal 2000:
ho letto no logo.
ho cominciato il boicottaggio.
mi sono buttata sul consumo critico.
ho frequentato le botteghe del commercio equo.
ho quasi creato un gas per i cassettoni di verdure bio.
mi sono quasi ritrovata in mutande passando al vestire critico.
non vi sto a spiegare perchè, ma ho deciso che i compromessi non vanno più bene.
buono.giusto.pulito.
e non ho altro da dire su questo argomento.
Sento il lancio della notizia "sull'emergenza stupri è intervenuto il Presidente del Consiglio" e mi chiedo "cosa avrai mai da dire il sigB a riguardo?".
E la risposta SUPERA OGNI MIA CAPACITA' DI IMMAGINAZIONE:
"la soluzione è aumentare di 10 volte la presenza dei militari in città."
COOOOOOOOOOOOOOOOSAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA????????????
"è una trovata del Presidente del Consiglio" prosegue il SigB.
Ecco appunto, giusto lui poteva avere una trovata del genere.
Molto tempo dopo, vecchio e cieco, camminando per le strade, Edipo sentì un odore familiare. Era la Sfinge. Edipo disse: "Voglio farti una domanda. Perché non ho riconosciuto mia madre?". "Avevi dato la risposta sbagliata," disse la Sfinge. "Ma fu proprio la mia risposta a rendere possibile ogni cosa." "No," disse lei. "Quando ti domandai cosa cammina con quattro gambe al mattino, con due a mezzogiorno e con tre alla sera, tu rispondesti l'Uomo. Delle donne non facesti menzione." "Quando si dice l'Uomo," disse Edipo, "si includono anche le donne. Questo, lo sanno tutti." "Questo lo pensi tu," disse la Sfinge.
stavo cercando qualcosa, non mi ricordo neanche cosa e ho trovato invece l'intera collezione di cassette della nostra famiglia.
praticamente la nostra colonna sonora prima del digitale.
Bob Marley, Beatles, Tracy Chapman, De Andrè, Battisti dei miei. Viaggi in macchina in una favignana assolata e deserta di settembre, con le casette bianche, cubiche, con la scala esterna che porta al "lastraco", tutte uguali, disseminate tra i muretti a secco.
Le cassette di mio fratello, quelle dei ciak, del commodore 64 di elio e le storie tese.
Eppoi le mie, quelle regalate, quelle copiate e le prime comprate. Ma soprattutto quelle anonime. con lo scotch o le pallette di carta a togliere la protezione, registrate e riregistrate un'infinita di volte, con le canzoni delle radio una sopra un'altra, i tentativi di tagliare i jingle della pubblicità e le voci dei dj. E la cosa sorprendente è che riascoltandole - perchè ovviamente le ho riascoltate - me le ricordo tutte, quasi canzone per canzone, riuscendo a volte ad anticipare quella successiva. abilità di memoria cancellate dalla funzione shuffle. 
praticamente nel sottoscala c'ho una porta spazio-temporale.
che mi si sia offuscato lo sguardo? speriamo di no.
stupido stupido blog. volevo postarvi le foto della piena del tevere ma questo coso non collabora. comunque le trovate al link di seguito e sono del mio bravo amico paolo san. http://www.flickr.com/photos/25761475@N08/sets/72157611134977069/ io intanto prendo la barchetta e mi avventuro in città .
dell’asina leta, ritengo.
Ciao amico:
Come stai Questia giorni? Vorrei introdurre uno buona Compagnie, che soprattutto nel commercio electornic products.Now la promozione delle società è la vendita, tutti i prodotti sono venduti quasi la sua cost.They uno fornire Il Migliore servizio ai clienti, forniscono prodotti che con buona qualità di originalità, e Ciò che è più, il prezzo è un sorprendente è congratulato con voi!
E 'davvero uno buona occasione per cogliere l'shopping.just gl, prega o mai più!
Potet osare un'occhiata, è molto bella!
l'ultima sera al villaggio olimpico di bardonecchia, alloggio dei delegati dello youth food movement in occasione di terra madre, nella terrazza-zona fumatori, mentre scambiavo due chiacchiere con uno spagnolo, si avvicina a chiedere un accendino un inglese parecchio ubriaco di bristol che vive a londra dove studia psicologia e non ha ancora trovato se stesso. cercando di sostenere una conversazione sulla base delle sue frasi surreali, finisco per citargli tom stoppard, passando ovviamente per shakespeare e l'amleto (e foucault, ma non ricordo perchè). lui mi chiede di scrivergli il nome dell'opera su un bigliettino. gli chiedo "te lo ricorderai domattina?" lui dice di no.
ora io mi chiedo: ma costui, l'indomani, cosa mai avrà pensato trovando nella tasca dei suoi pantaloni un biglietto con scritto "rosencratz e guildenstern sono morti"??
ovvero un post in cui il titolo è più lungo del resto, forse.
ero ferma ad un semaforo sull'ostiense, il solito. mi guardo attorno e per la prima volta mi accorgo che tra andreotti (il bar, non quell'altro) e il negozio di scarpe c'è un minuscolo, logoro locale in cui si compravendono fumetti. com'è possibile che non me ne sia mai accorta? eppure ci passo quasi una volta al giorno qui davanti. poi, osservandolo, mi viene in mente di quando con papà andavamo in un posto dall'aspetto molto simile di fronte alla Madonna, a riconsegnare i fumetti letti e a prendere di "nuovi". un flusso continuo di geppo, braccio di ferro e topolino sfogliati e scelti con tutta la calma del mondo. mi viene in mente come un ricordo normale, ma poi penso che tanto normale non è.
primo perchè non è che sia un'esperienza comune, come il primo giorno di scuola (che poi i miei, di primi giorni di scuola, tutto un programma!). e intanto mi stupisco di come la memoria registri eventi in base alle emozioni, e poi caso mai li rileggi filtrandole in base alle esperienze degli altri. ovvero, quella era la mia normalità, e come tale ritorna. come le vacanze di natale passate sulle petroliere.
secondo perchè questo ricordo se ne tira dietro un altro, insieme ad una riflessione. i miei genitori non mi hanno mai fatto la lezioncina sull'avere o essere (per sintetizzare), ma me l'hanno passato con/come la norma della quotidianità. niente ricatti basati sui sensi di colpa "finisci di mangiare, pensa ai bambini africani che non hanno niente da mangiare" (ma perchè se io mangio di più, loro hanno meno fame?), niente privazioni forzate, che poi non vedi l'ora di avere due lire in tasca per comprare quanto di più inutile tu possa trovare.
c'era il giorno in cui si svuotava la scatola dei giocattoli e quelli che non ci interessavano più li portavamo all'ospizio dei poveri, per gli orfani.
non si accumulava carta a prendere polvere sulle mensole. i libri facevano eccezione.
le bustine di figurine si compravano centellinate ed ogni volta era una figata, mica come i miei compagni di scuola che c'avevano tutto il pacco dell'edicolante a casa e quando volevano si andavano ad aprire le bustine! eppoi i doppioni si scambiavano e ce li si giocava a "pah!"
non sempre, ma spesso, le magliette arrivavano dai cugini, e allora intanto si studiava il guardaroba di tutti per vedere se c'era qualcosa di interessante, eppoi si sperava in una rapida, sana e robusta crescita (io, poi, ero l'ultima della serie: avoja aspettare!)
niente regali fuori tempo: c'erano i morti, natale e compleanno. e basta. ma quei tre erano una superoccasione!
ecc.
pensavo che il poco attaccamento alle cose materiali mi venisse dallo zen, mi sono accorta invece di aver soltanto ritrovato quello che avevo imparato per osservazione ed osmosi.
ho scoperto l'acqua calda.
(che però se hai sempre fatto la doccia fredda, è una svolta!)
il mio D:\ si sta riempiendo di podcast.
io credo che ci siano un paio di persone che siano in grado di comprendere quanto questo sia pericoloso.
...
ho finito il corso per la patente europea.
chiacchierando ho rispolverato la mia "carriera" informatica.
il mio primo computer, intendo proprio mio, è stato un 286 senza mouse con Windows 3.1 che doveva essere lanciato da Dos.
ma prima ancora a casa nostra è entrato il mitico Commodore64. mia madre ha anche seguito un corso di programmazione e ogni tanto ci faceva vedere qualcosa, tipo:
"guarda, adesso cambio il colore dello schermo"
tictictic tictic tictictic tic tictic tictictictictic tictic tic tic tictictic tictictic tictic tictictic tic tictic tictictictictic tictic tic tic tictictic tictictic tictic tictictic tic tictic tictictictictic tictic tic tic tictictic tictictic tictic tictictic tic tictic tictictictictic tictic tic tic tictictic tictictic tictic tictictic tic tictic tictictictictic tictic tic tic tictictic tictictic tictic tictictic tic tictic tictictictictic tictic tic tic tictictictictictic tictic tictictic tic tictic tictictictictic tictic tic tic tictictic tictictic tictic tictictic tic tictic tictictictictic tictic tic tic tictictic tictictic tictic tictictic tic tictic tictictictictic tictic tic tic tictictic.
tic.
"ooooooooooooooooooooooh!"
stupore e meraviglia.
niente a che fare con il pannello di controllo.
comunque non capisco perchè la patente europea del computer debba essere il trionfo di windows e office. chiamala la patente microsoft!
uff.
la mia scrittrice italiana preferita. a mia mad(t)re che io la chiamo beddramatre e a lei vien da ride a lei che dei regali non glien'è mai importato niente accarezzandosi a mia mamma che faccio sempre tuttoìo a mia madre ultimo araldo dell'umanesimo a mia madre che m'ha insegnato l'importanza della coerenza a mia matre che mi ha insegnato l'analisi sociale a mia mammèma che che m'ha suggerito caldamente a mia matre che m'ha dato pane e stoicismo a mia matre e ai suoi commenti a mia madre che mi ha insegnato a fare delle persone a mia madre e alle sue Lezioni a mia madre e al Senso della Coscienza a mia madre che m'ha distillato l'Amore per la Cultura a mia madre che mi ha fatto capire a mia madre e a mia madre che le prime cassette a mia madre che mi ha incesellato a mia madre che m'ha sempre urlato a mia matre che m'ha sempre spinto a flirtare con l'aumento della conoscenza, a mia madre e ai suoi robe che l'arte della fuga se non ce l'hai dentro a mia mamma anche quando m'ha fatto piangere a scroscio a mia madre che mi ha tirato il telefono in testa mica una volta a mia madre e alla sua ostinata intelligenzintuizione, a mia mammamìa ad Antonella e allo Scirocco a mia madre e alle sue assurdità a mia madre che mi ha fatto capire a mia madre che mi ha sempre ammonito a mia madre (an)che (se) voleva essere a mia madre e al suo saper trasmettere savoir dire oltre che faire a mia madre che mi ha sempre detto non devi fare l'insegnante a mia madre che s'incontra veramente con mio padre a mia madre anfatti roma vinxit omnia a mia madre anche se mi voleva chiamare a mia madre e a tutte le volte che guardandola ho pensato e alla mia famiglia a mia madre che ha cominciato a guardare la tivvù a mia madre che m'incalza a mia madre che tutti dicono che le somiglio tanto a mia madre che ancora oggi alla prima persona a mia madre che mi ha illuminato a mia madre che piampiano m'ha insegnato a mia madre perché forse non è vero a mia Madre a mia madre che m'ha insegnato l'antisintesi a mio padre che ha cooperato e s'è scornato con mia madre alla mia mà e io meglio mi sento [ musiche: ode to my family in bianco e nero portami a ballare
siediti, che lei non c'ha il dono della sintesi.
(l'originale a colori lo trovi qui)
e oggi spegne sessantatré anni
e le metto da parte questo
a meno che non fossero simboli
allora quelli sì
e poi sempre a dire l'importante è per me
che tu e tua sorella andiate d'accordo
questo è il più grande regalo
a mia matre che mi ha cresciuto con l'amore per la letteratura
a mia madre che mi ha insegnato Perché la Letteratura
perché le parole sono importanti
quelle sulla gente come quelle sul mondo
a mia madre che
mi ha insegnato l'Umanità
distillandomi storie,
facendomi ruotare il caleidoscopio nell'altro senso
insegnandomi a deporre binocoli e telescopi
e a guardare cose e persone
per come sono
a mia madre che mi ha insegnato la Verità e la Sincerità
e i loro Costi
a mia madre che m'ha insegnato
la Precisione
e quant'è bbello andarci contro
a mia matre che anche quando non mi ha capita,
mi ha odiata o mi ha semplicemente sognata figlia ideale
combattendo una lotta
di cui ero l'oggetto ma non il soldato
quindi spesso combatteva una guerra in taglia unica
a mia madre che mi ha insegnato l'arte della guerriglia,
pure quella domestica mista a quella di trincea,
ma che pure mi ha insegnato a riflettere,
a dubitare sempre, a rimettersi in discussione come fossero giri di valzer,
a non cadere vittima dell'orgoglio e dell'intransigenza,
per finire inesorabimente nell'immensa dolcezza del ritrovarsi
a mia madre despota illuminata
a mia madre e ai suoi libri
ché han sempre fatto della nostra famiglia
una famiglia non normale ma ben numerosa
e così il giorno che sono approdati in bagno e nel garage
abbiamo capito che era tempo di comprare una casa anche per loro
a lei che di studiare non la finiva mai, che ad aggiornarsi non rinunciava mai
perché diceva vedi, senò non ha senso
gli insegnanti hanno una responsabilità
sociale
così lei se ne stava lì, nel suo regno di charta e di parole un po' nere un po' bianche
e la sua lucina filtrava implacabile dal vetro della porta
anche se fuori faceva la notte
a mia madre che non capisce il siciliano
e che tanto s'indigna se mio padre lo parla
per questo io quando me ne sono andata fuorisede
gli scrivevo le lezioni di siciliano agli amichetti miei
così mia madre quando torna dal pescivendolo
e ci rracconta che le ha chiesto
signuramèa, àmmari ni vole?
e iddra in rrisposta ci fa à facce di bbalata
annoi ci fa rride assaj poi
quando ce lo 'conta
a mia matre che quando ci vado in vacanza
mi sveglia gentilmente (come dice iddra) all'otto di matina (da qui l'ossimoro) e
«che pesce vuoi per pranzo, amoremìo?»
«ZZZZpada»
a matremìa che m'ha letterariamente dimostrato
che non si deve lasciare orfana l'ipotesi
che alle volte se fai ride
fai meglio
a mia madre che me ne ha fatti trangugiare
di stimoli
lei che mi metteva in mano gli articoli delle pagine di cultura di repubblica
anche se dall'età della ragione lungi me ne stavo
a mia madre che mi ha fatto scoprire vargas llosa e steiner(george)
e i fiumi di ungaretti e paesaggi dell'anima di galimberti
le mie bbibbie pagane
a mia mà che non si è stancata d'intimarmi
di raddrizzare le spalle, alzare la testa
aprire gli occhi
a mia madre che non sa accendere un piccì
figuriamoci un'imèil
a mia madre che ha imparato a leggere gli ess'emm'esse
un giorno che gliene mandai uno per sbaglio
e tra l'altro non era tanto ortodosso
perciò da quel giorno non se lo scordò come si leggono
nonché da autodidatta a imparato a scriverli
ipsa ultima degli umanisti
ché senò sei un quaqquaraqquà
a mia madre che me l'ha insegnato
facendomi aprire gli occhi sulle innumerevoli contraddizioni
del mondo,
a rilevarle
nonché ad accoglierle in me
(come pure facìa iddra)
fino a farle addirittura mie
[e a(f)fare quindi un casinò]
a mia madre che m'ha insegnato che se le cose le fai
con una certa grazia o style o finezza
vengono sicuramente apprezzate di più
perché la qualità
è lei che dà il valore aggiunto
a mia madre che m'ha insegnato il senso e la bellezza del dare
e sempre la riconoscenza verso il dare degli altri
a mia madre che m'ha insegnato che si devono curare
le cose e le persone
ché tutto va innaffiato
e il tuo Giardino è importante
e che in tal sede si puo' essere spietati
e che la coscienza civica deve arrivare
a più d'un passo fuori dalla porta di casatùa
a lei che mi ha fatto approdare al coraggio
di dire le cose scomode
a lei che mi ha rraccontato
storie e letterature
umane, tcioppo humanae
e fatti e disfatti
per capire infine che la gente non la puoi capire
davvero
ché ognuno fa le sue scelte
e che le scelte individuali sembrano spesso così assurde e guidate
da un demiurgo ebbro
se giudicate solo da fuori
ma che basta che ruoti il famoso caleidoscopio di una manciata di gradi
evvedichettiesce
anvedi checcicapisci di tutt'umpo'
a mia madre che mi ha sussurrato
che non bisogna fermarsi all'apparenza
ché quello che si vede fuori brilla spesso di luce non propria
e che allo stesso tempo non bisogna dimenticare
che anche l'apparire vuole la sua parte
dura lex sed accussì jè
ammiamatre che m'ha rrivelato che
non bisogna linearizzare la realtà
ovvero che non bisogna far retta di quello che si vede da fuori
ché quello che c'è dentro è spesso così diverso
anche contrario
e sempre e comunque più ellissoidale e logaritmico
il Senso degli Altri
a lei che m'ha aperto diverse finestre
sul Mondo dei Grandi
in vistoso anticipo
e, sbalzandomici,
mi ha creato differenze
soprattutto negli Occhi
o forse quello era più
mio patre
acuteggianti
anche quelli sprezzanti
sugli altri e su me
e tagliati stì capelli
ché vedi quanto ce li hai spampinati
a mia madre ché quante volte m'ha ululato
ma ti rrendi coonto-ooh? o nooo?!
a mia madre che mi aiutato a ora a superare
ora ad acuire
la mia innata timidezza
senso d'inadeguatezza, senso d'inappartenenza
a mia madre che c'entra qualcosa
se mi siedo sul bordo della sedia
a mia madre che mi ha insegnato
ad essere discreti
a non fare rumore
o a scardinare mondi
a mia madre che mi ha insegnato
a osare
pure a turbare
l'universo anche
a mia madre che
lo stesso sguardo inquieto /
la mia stessa ostinazione
come canta mario venuti
oltre che delle poesie
l'analisi del(la) testo(a)
ché in fondo la gente funziona come le parole
quante le allitterazioni, quanti gli ossimori
quante le sinestesie e le iperboli e le metonimie
i caratteri si ripetono
quelli della scrittura come quelli delle anime
di Vita
robba che la voj ammazzà
però poi son come er vino quello bbono
più si decantano e più quelle anatemiche, sagge
parole
te le ritrovi che ti scorrono dentro, che ti si sono impastate
colla pasta globulare e pupillare
e ti guidano
in quello che vedi, dici, decidi e fai
ti stanno guidando già
e ora lo sai pure
di agire con coscienza
ecco pure questo me l'ha insegnato Lei
lei figlia dell'umbri colli
lei genuina come la sua ggente
come il sanguinaccio e le salcicce del cross
come la dondolo fattammano da suo padre
come i tigli a costeggiare il terrazzo
come i pomodori e le zucchine dell'orto prima dei campi di tabacco
che portavano a spuntone
a mia madre che mi ha insegnato
quant'èbbello andare in bicicletta
a mia madre che mi ha instillato l'amore
per i viaggi, e quant'è impagabile e quanto t'allungallarga
l'orizzonte mentale
il Viaggio
qualunque essa(e) sia(no)
à mia mà che m'ha insegnato cosa vuol dire la Passione
(e che è meglio se nella vita ce ne hai almeno una
senò ci sta che, pure se c'hai degli interessi, ti senti comunque un po' vacante
invece se ce l'hai ti foreresti pure le muntagne
anche se certo le ferite dei fili spinati che ti fa passare
te le ritrovi tutte dentro prima che fuori)
compresa quella per l'inessenziale
perciò ammé mi piacciono i pupazzetti
e perciò quando parto mi tendo a portare dietro una casa
in scala
quanto vale avere coscienza
quanto sudore, anche
ma quanta differenza, poi
e quanta rivoluzione
di rango copernicano
a certi suoi
inscalfibili tabù
che ci comprò a me e sorrèma
furono quelle di cutugno, barbarossa e venditti
(anche allora era un mondo di berlusconi)
l'Arte dell'Attenzione
e che è cardinale come quella del Dubitare
a mia madre e al suo 'pane col pommidoro strusciato'
coll'oglio
a mia madre che un giorno le venne una cotta per il peperoncino
e ce lo infilava pure dentro ai toast del pomeriggio
roba che ci mancava solo dentr'allatte
ma noi questa cosa qui mica l'abbiamo mai capita
di cambiare il taglio delle telefonate
a mia madre che mi ha trasudato
a intagliare il mondo
con occhi sempre un po' nuovi anche se le iridi
restavano le stesse
a fare del curiosare un carissimo amico,
a ricercare di continuo, a superare i miei limiti e i miei complessi
anche se certo lei partecipava alla loro creazione e nutrizione
a mia matre e a quando le ho detto
à mà c'hai sc(qu)assato i cojoni
cò ttutta st'ansiangoscia
e iddra i cojoniii? ammééé??
e fu mattino prima che notte
per la luce di tutti i fulmini che zeussica mi lanciò
a mia madre DeaDomestica e all'occasione Sheriffa
di quel magnifico rito della pennica postprandiale che,
genius loci delle Famigghie del Mezzogiorno
quelle vere,
imponeva un quotidiano coprifuoco - robba che si rischiava la tripla razione
di peperoncino nel toast se incauta sbloccavi il telefono o cellulare che poi sarebbe stato,
o se sbattevi le porte, così attentando ammutinamento del Rito -
dalle duemmezzo alle quattrunquarto
(nella migliore delle ipotesi)
e poi tutti attavola
per il caffè di famiglia
la seconda colazione và
accussì io accominciavo i compiti alle cinque del pommerì
e alla mezzanotte i miei libri si trasformavano in beffe dei miei compagni
parliamo un po', dai.. raccontami un po'
hai un ottimo motivo per autoimpararla
a mia madre e a tutte le volte che si chiedeva
checcavolo mi attaccavo al telefono coi miei compagni di banco
dopo manco mezz'ora che tornavo da scuola
a mia madre e alle volte che l'ho vista piangere forte
che l'ho vista giù per colpa della vita
o per colpa mia
anche quelle volte che mi faceva incazzare ché sapevo che non c'aveva per niente ragione a piangere
e per di più quel vittimismo mi diventava una minaccia
a mia madre che mi minacciav'esortava
perché non parli?
bella facciadashchiaffi, (rr)rimarrai sola a(v)vita, ah
anche quando m'ha fatto fare scelte che non erano le mie
o che allora non sentivo tali
e allora mi sentivo violata
però oggi che hanno rivelato il loro senso
oggi le posso dire davvero grazie
ché in ogni caso anche le sofferenze che quelle scelte mi hanno fatto passare
mi hanno fatto crescere, a passi a volte più lunghi di quanto avrei altrimenti
a mia madre che ha brandito i pugn'inaria
a mia madre che quante volte m'ha detto ma ilaria!
a mia madre che ha fatto le notti
sulle mie tossi impenitenti
a mia matre che mi faceva i pentolini di acqua&alloro
per farmi aqquetare la gastrite
pure se certe volte me la faceva venire lei
a mia madre che non ha mai rinunciato ad insegnarmi
Educazione e Rispetto
a mia mà che per me ha voluto sempre il meglio
magari pure esagerando
però è sempre stato importante
sapere che qualcuno per me era pronto a tutto
anche se, certo, la contropartita era il meglio anche da parte mia
a mia madre anche quando mi sono accasciata sotto le sue aspettative
a mia mammà anche quando m'ha fatto perdere la bussola
a mia madre che non mi voleva comprare lo scutèr
ché teneva troppa fifa
a mia madre e a quel giorno in macchina
che fuori pioveva
mi diceva sei fuori carreggiata
torna da parigi e trova il lavoro della tua vita
a mia madre che sospettava
mah suppongo che ci saranno delle ragioni
se non vuoi tornare da parigi
ci starai meglio che a roma?
costituzionale ansiangoscia,
pragmatica poetica,
fino a un'insospettabile ironia
a mia madre e al Respirosùo
metaforico e reale
ampi come quelli del MareMìo
anche se viene dagli appennini
e davanti casa c'aveva le pere e i tulipani
che in fondo mi si augura temporanea
fuori dal biùtifool cauntri
e che ancor oggi in un cantuccio del cuorsuo tiene speme
d'un postofisso (statale o paratale)
e perdippiù meid in italì
per le loro intrinseche caratteristiche caratteriali
perché ti spirano fuori fino a dentro le finestre dell'animacuore
e da compagni ti diventano magistri
di Viaggio
presenze calde, asfissianti, malinconiche, uggioseffervescenti, sfavillanti,
magmatiche, cattedratiche,
irrinunciabili
sibilando tra gl'interstizî
s'insinuano nei precipizî
e generano solstizî
roba che certe volte ci puoi aprire un bazar
ma ce ne sono anche di simpatiche
come ne sono anche di genetiche
a mia mamma che mi ha detto che è bello
avere occhibuoni sul mondo
sulle persone
a mia madre e alla fiera
delle sue amparanoje
a mia matre che vedeva il mio psicanalista
come una sorta di suo rivale
a mia madre che ha a cheffare
con quella 'inner & outer ilaria'
teorizzata da chi tutto era fuorché uno psy
a mia madre e al suo culto dei bagnoschiuma e degli shampoo
per continuare con quello degli yogurt scaduti (pertanto acidi lo sono comunque)
e forse finire con quello dei sacchetti di plastica (anche di carta, nunsebbuttagnentee)
che nella vita si deve essere buoni
ma attenzioni a essere coglioni
nonché ai cojoni
di stare all'erta
prima
e di fermarmi un attimo a riflessione
dopo
per trarvi insegnamento
e non fare le cose 'a muzzo',
poi:
'il famoso momento di riflessione (mancato)'
lo chiamava
ispirandosi di preferenza a mio patre
la mia migliore amica
a mia madre che m'ha cresciuta
nel daleidetto ordine creativo
ovvero certe volte ti veniva da inneggiare ò criature
a mia madre che i peppe
li tramutava in beppe
a mia matre e al suo occhio impenitente
a mia madre e alla sua vis polemica
ai suoi dies irae
ai suoi temporali dell'anima
paesaggi ora innevati ora savanici d'un irrinunciabile Personaggio
a mia madre e alle sue esagerazioni
nonché alle sue geniali costernazioni
e ancora alla sua rigorosa inipocrisia
e, perchénnò, anche alla sua durezza
a mia madre per l'eccezionalità del suo savoir apprendre
nel senso francese quanto in quello italiano
à ma mère che m'ha infilato nello zaino il suo vocabolarietto di francese
giallosenape, lui figlio della fine degli anni sessanta
dentro me figlia della fine degli anni settanta
a mia madre e al suo amore per il piano
a quanto le piaceva sedersi in poltrona in silenzio
alle mie spalle mentre suonavon quei tasti
a mia madre e al sogno che non ho saputo realizzarle
però l'immens'amore per la musica
quello mi si è accasato dentro eccome
senò diventi frustrata e tanto le tue passioni te le puoi sempre coltivare a latere
ammiamà che mi ha sempre metronomato non devi fare l'insegnante d'ita(g)liano
ché il futuro è di matematica, scienza & tec(chi)nolog(g)ia
a mia madre che m'ha fatto cambiare
scuola media perché la prof d'itagliano non la convinceva
a mia mater che m'ha fatto cambiare [tipo di] liceo
perché la prof di greco fallava
coraggio suo
madre coraggio, eh
a tardasera alla luce della sola tivvù
mentre lui a sgranocchiar pistacchi e insieme ad alchemizzar sentenze latinoggreche
io a questi mi sa che non li mica mai caputi
so solo che è da loro che son venuta fuori
mélange inedito di karm'anszia
anche se ostruzionaa 'l disìomìo d'iscrivermi a scienze della comunicazione
e soprattutto d'andare a studiare a bologna
a mia mammà anche se m'ha fatto deragliare
verso l'università privata
a mia madre che però non c'aveva la minim'idea
di chemminch** di gente ci trovi
dentro un'università privata
per noi nati meravigliosamente pubblici
per noi cor core senza test d'iscrizione
priscilla o eventualmente domitilla
(spero solo non entrambe)
a mia matre che s'è epicamente assuppata
la gang di sorelle di mio patre,
capitanate da bladymary
il che dice tutto
questa non è una famiglia normale
e da lì ho pensato che sei normale sei uno qualunque
e poi tanto normale non lo vuole essere nessuno,
anche se tutti dichiariamo il contrario
a lei che mi ha cresciuto con lo spauracchio del qualunquismo
per evitare il quale mi raccomandava di leggereleggere
leggereee
a mia madre che m'ha trasmesso lo scrivere
mezzo di costante scoperta e rimpasto del mondo
come di te
perché solo oggi mi rrendo conto,
alla luce di tutti i figli e le famiglie che nelmentre ho incontrato,
che era molto più normale di tante altre
anzi per certi versi era un metro campione
e un giorno le venne la passione per un medico in famiglia
e quello passi pure
però certe volte si guarda pure quella che secondo me è spazzatura
però iddra a dire che tutto può insegnare
e vabbuò, enjoy à mà!
che non ho alibi per avere con la burocrazia
e la realtà a scadenze in generale
né con il Tempo come concetto
un tal rapporto di scaccomatto
ché quando voglio so aggirare la torre e pure l'alfiere
a mia madre quando mi guardo allo specchio
e me la rritrovo negli occhi
me la rritrovo che nuota, ora placida ora a cagnolino,
nei miei occhi impiena
a mia madre che sa nuotare solo a cagnolino (e manco),
a mia madre che mi ha portato tutte le estati della mia infanzia a nuotare
e mentre nuotavo leggeva
e mi faceva le foto quando esitavo sul trampolino
e guardavo l'obiettivo e facevo certe facce da mr bean
a mia madre che gli sport me li ha fatti fare tutti
pure la ginnastica artistica pure quella ritmica
anfatti se vede che ritmo che tengo
mancolicani
a quella madre che mi ha insegnato
la samuraica arte della autosvalutazione
insieme a quella della costante rivalutazione
a quella donna
che mi ha insegnato l'arte dell'ascoltare
a quella grande persona
che mi ha insegnato che la grandezza non è tale
se non è accompagnata da un'umiltà che lo è ancor più
dopo diecianni che non abito più sotto la sua ala
la prima cosa che mi chiede nelle aspirant'interminabili assise telefoniche
è se ho mangiato (in un tempo non meglio identificabile ma ascrivibile ad una qualche declinazione
del presente) la frutta
ricordandomi poi che i kiwi contengono trevvolte la vitaminaccì delle arance
(lei, salute di repubblica e i malifascicoli delle enciclopedie mediche
sono un altro capitolo ancora)
e passando poi alle speranze che ora che sto all'estero
non frequento malecompagnie
(attipo che l'estero è peggio del bellopayse)
nonché alle chicche barbaramente classiche
non accettare caramelle né cose dolci dagli sconosciuti
e io invece quelle piccanti sì?
che mi ha insegnato a prendere Appunti di Vita
a quell'insostituibile fèmmena
che ancor oggi, resistendo pure alle migliaia km di distanza che ci separano
mi cuce i bottoni, accorcia i pantaloni e rrattoppa l'anima
a mia madre e a quello che di me non può o non sa capire
o sa capire ma non accettare
neanche oggi
perché figlia d'un altro tempo e comunque d'un'altra testa
ma oggi la guerra è finita
perché intanto hanno scoperto che chi sa capire tutto
è molto infelice
che la Vita è Prosa
però alla fine un po' ha ritrattato
e ci siamo armistiziate su una ProsaPoetica
la Ratio della Vita
ché m'ha progettato per molti versi sgarrata
o meglio, disomologata
sghemba, inadatta o inacapace a incollarmi naturalmente
a certe cose così universalmente riconosciute
ed accettate
umane, insomma
per questo mi sentivo spesso un alieno
e la famosa sensazione di appartene
alla sartriana Specie Altra
che mi ha insegnato interamente lei tutte queste cose
o meglio
non tutte in maniera diretta
ché sicuramente il mondo e le cose della vita
e le mie personalissime reazioni
hanno fatto la loro buonaparte
e lei a volte ha partecipato dandomi la sola spinta propulsiva
e certe cose le ho piuttosto acquisite
per spirito contrario o di disperazione
e maturate nonostante Lei
ma la sua presenza e partecipazione
erano comunque implicate
grazie alla quale so checcos'è l'Amore
per endovena
(e questo post ne è una delle mille prove)
mica pizz&ffichi à pà
(padre coraggio pure te)
e ai suoi lievi ricami di rughe
intagliate sopra quel sorriso che col tempo
s'allarga
e in profondità s'allunga
perfect
c'è stato un periodo in cui segnavo i libri letti e a fine anno tiravo le somme. il motivo era un po' vanità un po' il sogno di avere un giorno una libreria come quella del cartone "la bella e la bestia" (ancora mi emoziono se ci penso).

invece le biblioteche di roma ti coccolano! il libro che cerchi è in prestito? prenotati, ti chiamo quando torna. vuoi un libro e io non ce l'ho ma ce l'ha l'altra biblioteca che sta dall'altra parte della città? non ti preoccupare, te lo vado a prendere quanto prima e ti chiamo quando arriva. ti scade il prestito e vorresti un altro paio di settimane? chiama e facciamo una proroga. non abbiamo un libro secondo te indispensabile in nessuna delle 48 biblioteche? suggeriscici di comprarlo.
e potrei andare avanti a oltranza, ma tanto vale che andate sul sito.
L'amore è a volte prendere in prestito il suo lettore MP3 e ascoltare una canzone che non hai mai sentito e sapere che hai ancora molto da scoprire della persona che ti sta accanto. coltivare la distanza non come un territorio di conquista ma come un paesaggio da esplorare
6 settembre ’08
Stamattina mi sono svegliata, il caffè era pronto. Papà ha comprato le treccine con lo zucchero da portare in barca. Ieri in aereo pensavo che sarebbe stato bello avere le treccine con lo zucchero in barca, uscire dall'acqua e mangiarle.
Mio padre dice allargando le braccia con rassegnazione: "possiamo andare solo a cornino". "Mischini" penso io.
Domani si va a pescare, questa mattina ho aperto il frigo e ho trovato la trimulina. Poi l'ho chiuso e ho pensato che non è poi così normale avere dei vermi dentro al frigo, ma tant'è.
A cornino c'erano, tra l'altro, i lattarini, anche noti per la loro partecipazione in "alla ricerca di Nemo".
7 settembre ’08
Siamo andati a pescare. Come ogni anno, la prima cosa che 'ncoccia l'amo è il mio pollice. Scesa dalla barca, il corpo non è riuscito ad abituarsi ad avere i piedi sulla terraferma.
Messa con Vescovo Miccichè alla Madonna Madre della Misericordia. Progetto pastorale di quest'anno contro Magia, Mafia, Massoneria. Magari.
8 settembre ’08
Oggi c'è il grande matrimonio. Non ho la borsa, non ho il rimmel, dovrei perfezionare la depilazione, i parrucchieri sono chiusi, la messa è alle 15.30 e fanno 35° all'ombra, il parrino è noto per le sue lungaggini. Non vedo l'ora.
9 settembre ’08
Il prete si è presentato con mezz'ora di ritardo. A parte questo tutto bene
Lettura della sera: l'Affarone
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10 settembre ’08
In campagna, soprattutto la sera, è possibile prendere consapevolezza dell'evidente dominio degli insetti sul pianeta.
11 settembre ’08
Io non so se è un tipo di bellezza a cui non si fa l'abitudine, ma ogni volta che mi affaccio sui fondali attraverso la maschera rimango incantata ad osservare le nuvole di lattarini, i branchi di aguglie a vista d'occhio, le migliaia di monachelle e occhiate grandi e piccole, le enormi e lente meduse, le viole, le sirranee, le capre, i muletti, i mangiaracina, le sogliole, le triglie, i saragotti, i ricci, le stelle marine.
Pero, oh, non riesco mai a vedere i polpi!
12 settembre ’08
(david sedaris, mi raccomando tutti vestiti bene)
secondo IBS chi compra oriana fallaci legge anche geronimo stilton
sto in piedi solo camminando, la mia stabilità è il movimento.
le dita si grattugiano più facilmente della scorza del limone
a poco a poco
mi sto riappropriando di me stessa
straniero per italiani: non inserire nel microfono a onde
(versione italiana delle istruzioni sulla borraccia Quechua)
1. Kp (assunzione) ----------------- 3. Kr 1,2 principio di chiusura epistemica
2. K(p>r) (assunzione)
...a volte la filosofia non è il mio forte. e non mi piace nemmeno.
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